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Concept art piede statua apollo

Concept art del piede della statua di Apollo.

Dicono che sia opera del grande Archimede, quella statua di Apollo.

–Capitano della nave

La statua di Apollo è una colossale scultura dedicata al Dio Apollo, costruita sull'arcipelago di Delo, ideata ed edificata dall'inventore ed architetto siracusano Archimede.

All'interno della saga di God of War, compare solo in God of War: Ascension

Serie di God of War Modifica

Il giuramento ad Apollo e la costruzione Modifica

Sopraggiunta oramai la vecchiaia, Archimede decise di intraprendere un'ultima titanica impresa: la costruzione di una sontuosa ed immensa statua, grande quanto un titano, in onore del Dio dell'illuminazione. Determinato nel suo progetto, l'inventore giurò il compimento dell'effigie allo stesso Apollo; giuramento che venne testimoniato dalle Furie.

Fu così che iniziò la costruzione della titanica scultura, che avrebbe trovato luogo nell'arcipelago di Delo (luogo di nascita di Apollo e di sua sorella Artemide). Moltissimi furono gli operai, gli scultori e i tagliapietre che Archimede mise al lavoro, la maggior parte dei quali provenivano o erano arrivati a Delo grazie alle navi di Cirra.

Ci sono quasi. Ho faticato per anni...ancora un ultimo sforzo. Quando avrò finito la mia mente potrà riposare. L'aria di mare non fa bene alle mie ossa.

–Dagli appunti di Archimede.

Fornace archimede accesa

L'enorme fornace di Archimede, costruita all'interno del petto della gigantesca statua.

La costruzione durò per parecchio tempo, durante i quali Archimede usò tutte le sue conoscenze e il suo ingegno per realizzare nel miglior modo possibile il suo tributo ad Apollo, anche se la continua aria di mare (unita alla sua età matura) cominciò a provocargli non pochi dolori alle ossa. Per ovviare all'inconveniente che costringeva gli operai del grande cantiere a dipendere dalle spedizioni navali, per quanto riguardava le materie prime da utilizzare nella costruzione; il grande architetto decise di costruire, all'interno del torso propria opera (in piena creazione), un'enorme fornace (con tanto di colate e stampi) che avrebbe consentito a lui e ai suoi la possibilità di forgiare da soli le stesse parti che poi sarebbero servite per realizzare la statua.

Progetto statua apollo archimede

Progetto della titanica costruzione di Archimede, che l'architetto disegnò sulle mura del suo studio, che si trovava sopra all'enorme fornace. Si può notare anche il disegno che mostra la grande catena che univa l'effigie di Apollo e la Lanterna.

L'interno dell'effigie venne costruito in modo anche da ospitare una serie di giganteschi meccanismi che servivano per reggere e rotolare l'enorme catena che univa la statua a quello che era il fiore all'occhiello dell'ingegneria del grande inventore ed architetto: la lanterna di Delo, che probabilmente avrebbe ricoperto il ruolo di faro per l'intero arcipelago e di osservatorio per i corpi celesti. Nonostante il suo interno prettamente meccanico e adibito per lo più ad enorme fucina, la scultura dedicata ad Apollo fu decorata in modo impeccabile dai molti scultori ed artigiani che lavorarono nel suo cantiere (fatto testimoniato dalle decorazioni presenti anche nei basamenti stessi dell'effigie, alcune di queste costituite da Talis sia di fuoco che del fulmine, probabilmente posti anche come protezione).

Instancabile nella sua sete di perfezione e voglioso di completare il prima possibile la sua creazione, Archimede si rivelò comunque un capo riconoscente e giusto, tanto da donare, ad uno dei tanti tagliapietre che lavoravano nel cantiere, uno scalpello che riportava una sua famosa frase: "Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo".
Talis elettrici

Kratos affronta un paio di Talis del fulmine, posti sia come decorazione, sia come protezione alla grande statua.

L'arrivo di Castore e Polluce e la distruzione Modifica

Sono arrivati gli stolti. Hanno detto di essere stati mandati dalle sorelle. Impossibile. Non permetterebbero a due come loro di rovinare la mia opera!

–Dagli appunti di Archimede

Quando ormai l'opera stava per essere completata, giunsero nell'arcipelago Castore e Polluce. Inviati dalle Furie, ai due fratelli siamesi era stato ordinato di nascondere nella sontuosa statua gli Occhi della verità, dell'oracolo di Delfi Aletheia; che le stesse Furie avevano strappato a forza dalle orbite della donna. In cambio, i due sarebbero divenuti i nuovi signori del tempio di Delfi, ritrovando la gloria e il prestigio che erano stati loro al tempo degli Argonauti, e che avevano perso con la vecchiaia.

Nonostante il disappunto e l'incredulità di Archimede, i due decisero che il luogo migliore per nascondere i magici occhi era proprio il fiore all'occhiello dell'architetto siracusano: la lanterna. Alla scoperta della profanazione della propria opera, Archimede giurò vendetta a Castore e Polluce, assicurandogli che non sarebbero sopravvissuti dopo aver commesso tale errore e scempio nei suoi confronti.

Gli stolti hanno nascosto nella lanterna un oggetto prezioso delle sorelle. Profanano la mia opera. Mi assicurerò che non sopravvivano al loro errore.

–Dagli appunti di Archimede.

Non si sa per quale motivo (o per lo scontro tra il siracusano e i nuovi signori del tempio di Delfi, o per l'uso forse dell'amuleto di Uroboro da parte dei fratelli, per assicurarsi così che nessuno potesse raggiungere gli occhi), ma la sontuosa statua dedicata ad Apollo crollò. La sua magnificenza e i lunghi anni di lavoro distrutti in pochi minuti.

E' distrutta...ma posso ricostruirla. Sarà ancora più bella. Il mio tributo ad Apollo non andrà perduto.

–Dagli appunti di Archimede

Nonostante la somma tristezza e la pressione psicologica recatagli dall'accaduto, Archimede non si diede per vinto e giurò a se stesso che avrebbe ricostruito l'intera struttura, rendendola anche più bella di prima. Tutto affinché il suo tributo al Dio dell'Illuminazione non fosse dimenticato. E la ricostruzione iniziò proprio dalla massima creazione dell'inventore: la lanterna.

La Sfida di Archimede Modifica

Le sorelle sono vicine. Lo sento. Non riesco a riflettere con lucidità. Non posso perdere la lanterna, il mio capolavoro.

–Dagli appunti di Archimede

Le furie però usarono questa occasione per cominciare ad infondere la loro venefica follia in Archimede, facendogli avere visioni su di un orribile futuro (mostrandogli forse la distruzione del mondo intero e la caduta dell'Olimpo, profetizzate anche dalla stessa Aletheia) e offuscando così il suo giudizio. In preda a questa indotta pazzia, il siceliota decise che avrebbe fatto in modo che nessuno sarebbe mai riuscito a raggiungere gli occhi della verità. Fu così che l'architetto riuscì a raggiungere una dimensione parallela, governata dalla notte (forse il luogo in cui trovò rifugio la Primordiale Nyx, dopo il suo scontro con il Dio del Sole Elio; vista la statua presente nella dimensione di tenebra). Qui, egli modificò l'oscura versione della propria lanterna; facendo in modo che chiunque avesse tentato di sottrarre gli occhi avrebbe dovuto poi affrontare insidiose trappole e combattere contro ondate di mostri: nacque così la Sfida di Archimede.
L'ho visto. Gli occhi ci porteranno alla rovina. Farò in modo che nessuno possa raggiungerli vivo.

–Dagli appunti di Archimede

Le modifiche apportato al riflesso oscuro della propria lanterna, permisero ad Archimede di bloccare il meccanismo che avrebbe permesso di raggiungere gli occhi nella reale lanterna di Delo. Una volta tornato dall'oscura dimensione, l'architetto siracusano sprofondò ancora di più nella follia delle Furie, cominciando a divenire sempre più instabile e paranoico. Paranoia che lo portò a cacciare dal cantiere tutti gli operai rimasti, volendo quindi continuare la ricostruzione della maestosa opera da solo. Inoltre, nella sua sempre più crescente pazzia, Archimede si convinse che la ricerca della vera bellezza e della verità (attributi cari al Dio dell'Illuminazione) consisteva nella distruzione stessa; e così anche i pochi progressi di ricostruzione conquistati andarono perduti.

Ho cacciato tutti gli operai. Non posso fidarmi di loro. Completerò l'opera da solo. La ricerca del vero...consiste nella distruzione.

–Dagli appunti di Archimede

E così la costruzione/distruzione della statua, per mano del suo stesso ideatore e creatore continuò. Con l'avvicinarsi però della sua ora, Archimede ritrovò una parte della propria sanità mentale, riuscendo così a comprendere l'orrore e la distruzione che aveva causato così come la sua stoltezza nell'aver voluto prestare giuramento ad una delle divinità olimpiche. Nonostante tutto, il siracusano continuò a lavorare alla ricostruzione finchè la morte non lo raggiunse; trasformando così la sua più grande ed ambiziosa opera nella sua tomba.

Un giuramento a un Dio e sono stato marchiato dalle sorelle. Sono spacciato. Ho distrutto tutto ciò che mi circondava.

–Dagli appunti di Archimede

L'arrivo di Kratos e la ricostruzione Modifica

Kratos statua apollo

Kratos arriva alle rovine della sontuosa statua di Archimede, nell'arcipelago di Delo.

Dietro consiglio di una morente Aletheia, Kratos s'imbarcò da Cirra diretto verso l'arcipelago di Delo, con l'obiettivo di recuperare gli Occhi della Verità; da utilizzare contro le Furie. L'attracco della nave che trasportava lo spartano fu molto corto, dato che l'equipaggio era restio a rimanere su un'isola che era ormai ritenuta maledetta.

Perchè attracchiamo su quest'isola maledetta? E' andato. Lasciamo quest'isola di sventura.

–Il Capitano della nave, dopo il veloce sbarco di Kratos a Delo.

Fin dallo sbarco sulle banchine di Delo, lo spartano intuì che le tre sorelle non l'avrebbero lasciato proseguire indisturbato; infatti Aletto (sottoforma di un'enorme e mostruosa creatura marina), distrusse la barca che aveva accompagnato il Fantasma di Sparta sull'isola, gettandone poi i resti contro le impalcature che avrebbero permesso a Kratos di risalire verso il piede della scultura (che in seguito lo spartano ricostruì con il potere dell'amuleto di Uroboro). Oltre agli attacchi delle sorelle, lo spartano dovette combattere anche contro le innumerevoli creature che infestavano le rovine della statua, tra cui anche i talis che erano di protezione alla creazione di Archimede ed alcune amazzoni (probabilmente giunte sull'isola in modo da poterla reclamare in favore della loro Dea protettrice: Artemide).

Lo spartano arrivò persino a confrontarsi con le stesse Furie, sopra i resti ormai del tutto inabissati dell'avambraccio della statua; finendo però intrappolato nell'appiccicoso inchiostro di Aletto. Fu solo grazie all'aperto intervento di Orkos, che Kratos riuscì a salvarsi e a riprendere la sua scalata dei resti della statua in modo da raggiungere la lanterna; viaggio facilitato anche dalla Pietra del Giuramento di Orkos (donata proprio dal Custode dei patti) e che permise allo spartano di creare copie d'ombra di se stesso. Arrivato nel cuore della struttura (l'enorme fornace di Archimede) Kratos, dopo aver trovato i resti del grande architetto siracusano, riaccese i forni e rimise in modo gli ingranaggi, ricomponendo nel contempo la struttura grazie alla reliquia di Delfi.

La statua di Apollo di Archimede

Kratos ricostruisce interamente la statua di Apollo, grazie all'Amuleto di Uroboro.

Ricostruita interamente la statua, lo spartano riuscì a raggiungere la lanterna (grazie al trasporto "offerto" da una manticora) trovando all'interno, dentro ad una elaborata gabbia, la tanto cercata reliquia di Delfi. Una volta attivata, Kratos riuscì ad accedere alla dimensione oscura, e quindi al riflesso della lanterna di Archimede; riuscendo anche a completarne la terribile sfida. In questo modo, il Fantasma di Sparta fu in grado di sbloccare i meccanismi della lanterna nella sua dimensione. Quindi, una volta tornato, riuscì ad aprire la gabbia. Per sua sfortuna, proprio in quel momento, le Furie decisero di intervenire catturando lui e Orkos e riprendendo possesso degli occhi.

Ottenuto ciò che cercavano, le sorelle lasciarono la statua di Delo, dirette verso il Centimane.

Galleria  Modifica

  • Vari concept arts iniziali sulla statua di Apollo
  • Concept art iniziale della statua, probabilmente con le fattezze di Temi.
  • Concept art della testa della statua
  • Concept art del guanto della statua (I)
  • Concept art del guanto della statua (II)
  • Concept art dell'avambraccio della statua di Apollo
  • Concept art del piede della statua di Apollo.
  • Concept art della gamba della statua (I)
  • Concept art della gamba della statua (II)
  • Concept art degli ingranaggi interni alla statua
  • Concept art della statua oramai distrutta
  • Concept art turn-around della statua di Apollo
  • Modello 3D della statua di Apollo (I)

Curiosità Modifica

  • 500px-Statue of Delos

    Alcuni dei concept art iniziali della Statua di Apollo.

    Inizialmente, la statua non avrebbe dovuto essere in onore di Apollo; infatti come si può notare in alcuni concept art, avrebbe dovuto avere l'aspetto di una donna. Probabilmente avrebbe dovuto avere l'aspetto di Temi, la Dea della Giustizia (anche se in realtà è una titanide). Questo si può intuire da alcuni preliminari concept art della statua, in cui viene raffigurata bendata e che stringe nelle mani due diversi piatti di una bilancia (uno dei quali costituito dal tempio che molto probabilmente custodiva gli occhi della verità; quindi una prima versione della lanterna).
  • Le dimensioni di questa costruzione superano persino quelle del Colosso di Rodi, arrivando ad essere simili a quelle di un titano.
  • L'interno della testa della statua, ricorda moltissimo l'interno di quella del Colosso a Rodi.
  • Nonostante venga descritta come una costruzione che raffigura il Dio dell'Illuminazione, la scultura non ha ne lo stesso aspetto, ne indossa la stessa armatura di Apollo.
    Statua di apollo concept art isola villaggio

    Concept art iniziale della statua di Apollo e di Delo, che mostra come l'effigie fosse stata concepita per essere raggiunta solo attraversando la grande isola in cui si trovava anche un villaggio.

  • La concezione della statua di Apollo, dal punto di vista artistico e di gameplay, ha subito moltissime variazioni. Originariamente, le dimensioni della statua erano assai minori, tanto che (come si può vedere in numerosi concept art) la scultura doveva nascere ed essere parte integrante della scogliera dell'isola. In seguito, con l'avanzare dello sviluppo del gioco, le dimensioni della statua sono leggermente aumentate; in questo stadio, era previsto che Kratos attraversasse il villaggio dell'isola (che ancora non era stata trasformata in un arcipelago) che dal porto conduceva all'enorme scultura. Qui, probabilmente avrebbe dovuto affrontare un'intera invasione di amazzoni (che probabilmente avrebbero attaccato Delo nel tentativo di conquistarla nel nome di Artemide). Questo si può dedurre da alcuni concept art dell'isola e della statua e da altri in cui si possono vedere alcune di queste guerriere a cavallo di ciclopi o che brandiscono diversi set di armi. Infine, si è deciso di aumentare le dimensioni della statua (rendendola così colossale) e di tramutare Delo in un semplice arcipelago; eliminando del tutto la parte di gioco che avrebbe previsto il passaggio dello spartano in mezzo al villaggio.

Pagine correlate Modifica