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Kratos! Attendevo il tuo ritorno!

–Gige

Gige, insieme ai suoi fratelli Cotto e Briareo, fa parte dei potenti Centimani (o Ecatonchiri): possenti creature dalle 100 braccia e 50 teste; e sono i primogeniti delle divinità primordiali Gaia e Urano.

Serie di God of War Modifica

Nascita e prigionia Modifica

I miei fratelli e io...siamo nati prima che nascesse questo mondo. Generati da Urano, che ha dato vita a questo universo. Usciti dal ventre di Gaia, madre di tutta la creazione.

Siamo i giganti del Caos...dalle cinquanta teste e dalle cento braccia.

–Gige

Gige, assieme ai suoi due fratelli, fu uno dei primogeniti di Urano e Gaia: i Centimani. Disgustato dal loro aspetto e intimorito dal fatto di poter essere spodestato (per via della loro insuperabile forza fisica), Urano decise di relegarli e incatenarli negli oscuri abissi del Tartaro (destino che in seguito toccò anche ai primi tre ciclopi, sempre figli del titano del cielo e della madre terra: Bronte, Sterope ed Arge).
Nostro padre fu disgustato dalla nostra bruttezza e ci bandì nel Tartaro.

–Gige

Fuga dal Tartaro e il Tempio di Asclepio Modifica

A differenza del fratello Briareo (che venne liberato da Zeus, per combattere al suo fianco durante la Titanomachia), Gige e Briareo rimasero incatenati negli abissi degli Inferi. Secoli dopo, Gige riuscì infine a liberarsi dalle sue catene e, lentamente, a fare ritorno nel mondo della superficie, nel tentativo di raggiungere il Pozzo di Asclepio, sull'isola di Leucade. All'interno del Tempio del Dio della medicina era infatti custodita la miracolosa Ambrosia: un frutto, creato da Asclepio stesso, capace di far guarire da qualsiasi male e curare persino la morte. Il piano dell'Ecatonchiro era quello di raccogliere la preziosa creazione del Dio delle cure, ed utilizzarla per riportare in vita Briareo (che nel frattempo era stato imprigionato e trasformato dalle Furie nella Prigione dei Dannati) e di ridare nuova forza a Cotto (consentendogli così di liberarsi dalle catene del Tartaro) ed insieme riconquistare il mondo che era loro per diritto di nascita.

Tempio di asclepio

Dopo aver recuperato la magica Ambrosia, il Centimane cade in un sonno profondo, diventando l'isola al centro del tempio.

Ma noi ci facemmo strada fino all'Albero di Asclepio, perchè ci desse nuova vita.

Fummo pronti a raccogliere quanto ci spettava...a rialzarci come giganti...e a fare nostro il mondo

–Gige

Sfortunatamente per Gige, la fuga dagli abissi dell'Oltretomba lo aveva assai indebolito, costringendolo ad entrare in un profondo sonno ristoratore (non prima però d'esser riuscito ad impossessarsi del prezioso frutto), diventando così l'isola al centro del grande tempio. L'Ambrosia, rimasta così sulla superficie del Centimane, negli anni seguenti cominciò a germogliare andando a creare un possente albero.

La Scommessa tra gli Dei e l'arrivo di Kratos Modifica

Tempo prima degli avvenimenti di God of War: Ascension, sull'Olimpo iniziò una nuova sfida tra alcune divinità. Per vincere la scommessa PoseidoneAdeElioErmesAres e Artemide avrebbero dovuto scegliere un mortale e spingerlo alla ricerca della miracolosa Ambrosia del Dio della medicina. Il primo dei campioni che fosse riuscito a conquistare la preziosa sostanza, avrebbe eletto vincitrice la propria divinità protettrice che come premio avrebbe visto venir eretto un nuovo tempio, in proprio onore.
Cereyon kratos urla gige

Il dolore provocato dai suoi arti in fiamme, risveglia momentaneamente l'Ecatonchiro, facendogli emettere delle acute grida di dolore, che disorientano lo spartano.

Gli unici due campioni mortali che riuscirono a raggiungere il tempio del Dio delle cure furono Kratos e Cereyon, rispettivamente i campioni di Ares e Elio. Il primo ad arrivare all'albero della preziosa Ambrosia fu il soldato di Sparta che, una volta riuscito a mettere le mani sul prezioso oggetto, venne attaccato dal Campione del Dio del Sole. Per assicurare la vittoria al suo campione, il Dio del Sole donò al rodiese una scheggia del suo potere, consentendogli così delle terribili facoltà pirocinetiche.

Il guerriero di Rodi rilasciò così i suoi incredibili poteri, sperando così di colpire ed ardere vivo lo spartano. I suoi colpi però non ferirono il bersaglio designato, ma andarono ad intaccare molti di quelli che ai due guerrieri sembrano soltanto dei normali arbusti; ma che erano in realtà molte delle numerosi mani di Gige stesso. Il dolore provocato dai propri arti in fiamme, svegliò momentaneamente l'Ecatonchiro dal suo sonno ristoratore, che lanciò delle acute grida di dolore che disorientarono per un momento il soldato di Sparta.

La tua battaglia con il campione del Dio del Sole mi ha portato via le mie cento braccia, le ha ridotte in cenere e mi ha costretto a uno sgradito sonno di guarigione.

–Gige

Gige risveglio kratos leucade asclepio tempio

Subito dopo che lo spartano ha mosso i primi passi verso l'albero di Asclepio, Gige si risveglia dal suo sonno.

In seguito, dopo aver eliminato Cereyon, Kratos lasciò il tempio che ospitava l'Ambrosia e il Centimane, le cui numerosi mani ancora bruciavano a causa del fuoco solare. La distruzione di molte delle sue braccia costrinse di nuovo Gige ad entrare in un nuovo sonno ristoratore, impedendogli così di riuscire ad utilizzare per se la magica creazione del Dio delle cure.

Gige risveglio bocca kratos leucade

Il centimane spalanca una delle sue innumerevoli bocche e intrappola il Fantasma di Sparta nei resti di alcune delle sue mani.

Il ritorno di Kratos e morte Modifica

Dopo gli eventi di God of War, il Fantasma di Sparta intraprese di nuovo il viaggio verso l'isola di Leucade e verso il prezioso frutto di Asclepio, nel tentativo di impedire ad un gruppo di dissidenti di utilizzare l'Ambrosia per far risorgere Ares. Arrivato nuovamente nel tempio del Dio delle Cure, il nuovo Dio della Guerra constatò che il fuoco del campione di Elio aveva bruciato tutto, tranne il possente Albero della Vita, che ancora cresceva sull'isola (che in realtà non era altro che il dorso del possente Gige).

Ma il tuo ritorno mi ha svegliato. Ora Kratos, figlio di Zeus...MORIRAI!

–Gige

Gige emerge acque

Gige emerge dalle acque del lago del tempio di Asclepio.

Appena Kratos si mosse verso l'albero, Gige si risvegliò spalancando una delle sue cinquanta bocche ed usando i resti carbonizzati di alcune sue braccia per immobilizzare il Fantasma di Sparta. Dopo essere emerso completamente dalle acque del lago all'interno del tempio, l'Ecatonchiro rivelò allo spartano il suo intento di vendicarsi contro di lui per il furto del magico frutto che sarebbe servito al figlio di Gaia ed Urano per riacquistare completamente la propria forza, e per il suo coinvolgimento nella distruzione di molte delle sue cento mani.

Kratos ferisce gige occhio

Dopo essere riuscito a liberarsi, il nuovo Dio della Guerra riesce a ferire uno degli occhi principali dell'Ecatonchiro.

Il Fantasma di Sparta riuscì però a liberarsi dall'orribile morsa dell'antica creatura, sfoderando le sue micidiali Spade di Atena. Guadagnata di nuovo la facoltà di muoversi, con un ampio delle sue armi, il nuovo Dio della Guerra distrusse molti dei denti della bocca principale di Gige, per poi attaccare uno dei suoi occhi principali con un micidiale attacco incrociato; incidendo così un'incandescente segno ad "X" sul bulbo dell'Ecatonchiro, che cominciò ad urlare di dolore.

Ma questo è il potere del Dio Apollo. Nè tu nè l'Albero della vita potete resistere alle sue fiamme dell'Olimpo.

–Kratos

Fiamma apollo kratos gige

Il Fantasma di Sparta libera tutta la potenza della micidiale Fiamma di Apollo sul ferito Gige.

Atterrato lontano dal mostro (vicino all'ingresso del tempio del Dio della Medicina), Kratos sfruttò il momento di distrazione del primo dei Centimani per sferrare il colpo di grazia, dando liberò sfogo alla micidiale potenza della Fiamma di Apollo; che cominciò così a consumare ed a distruggere una volta per tutte Gige e il magico albero d'Ambrosia che cresceva rigoglioso sulla sua pelle.

La morte di Gige e la distruzione dell'Ambrosia

Le fiamme di Apollo consumano l'Albero di Ambrosia e pongono fine alla vita del centimane Gige.

Poteri e Abilità Modifica

Essendo uno dei Centimani, i primogeniti di due divinità primordiali, Gige possiede una resistenza ed una forza fisica insuperabile (conferitagli anche dall'alto numero delle sue molte braccia) ed è immortale. Inoltre l'Ecatonchiro possiede una pelle particolarmente dura, simile a roccia; che va così ad aumentare la sua già naturale resistenza sovrumana.

Curiosità Modifica

  • E' importante notare il fatto che Gige sappia già che Kratos è in realtà uno dei molti figli di Zeus; infatti mentre lo tiene stretto in alcune delle sue braccia carbonizzate lo chiama "Kratos, figlio di Zeus".
  • Dal punto di vista cronologico, Gige potrebbe essere il primo personaggio che rivela a Kratos la vera identità di suo padre. E' difficile però collocare con precisione il secondo viaggio di Kratos verso Leucade, all'interno della saga. Infatti potrebbe essere ambientato anche dopo gli avvenimenti di God of War: Ghost of Sparta (visto il volere di Kratos d'impedire il piano dei dissidenti), e quindi a quel punto, il Fantasma di Sparta sarebbe già a conoscenza del suo legame con il Re dell'Olimpo.
  • Il personaggio di Gige è stato creato da zero dal disegnatore italiano Andrea Sorrentino, che ha definito la sua creazione "molto stimolante".
  • Prima di essere pubblicato, l'aspetto di Gige ideato da Sorrentino è stato prima approvato dai Santa Monica Studios.
  • L'aspetto mostruoso e così diverso tra loro dei tre Ecatonchiri è dovuto al fatto che, essendo i primi figli di Urano e Gaia, la loro creazione era ancora molto influenzata dal Caos e da un ordine universale non ancora consolidato. Infatti, quando il dominio di Urano sul creato divenne completo e il mondo trovò un suo equilibrio; i figli avuti da Gaia divennero sempre più perfetti fisicamente (anche se molto meno potenti dei precedenti).
  • Nella mitologia classica, Gige e i suoi due fratelli furono liberati da Zeus poco prima della Titanomachia, affinchè lo aiutassero nella battaglia contro i titani. Una volta sconfitti, le antiche divinità vennero rinchiuse negli abissi del Tartaro, e agli ecatonchiri venne dato il compito di sorvegliarli in eterno.
  • Sempre secondo la mitologia classica, Briareo rimase l'unico centimane a guardia del Tartaro, dopo la Gigantomachia. Infatti, sia Gige che Cotto si schierarono dalla parte dei giganti, e una volta sconfitti, vennero imprigionati nuovamente negli abissi dell'Oltretomba, da Zeus.

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