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Pensavo che gli spartani combattessero con onore, invece tu stai cercando di uccidermi ora che non ho modo per difendermi? E' sleale. Ma tu hai il tuo codice d'onore, vero Kratos?! E cosa ti ha portato quell'onore?! Soltanto gli incubi dei tuoi misfatti. Oggi potrai anche sconfiggermi; ma alla fine, Kratos, alla fine tradirai solo te stesso.

–Ermes

Ermes, figlio di Zeus e della pleiade Maia, è il Dio della velocità e Messaggero degli Dei dell'Olimpo, oltre ad essere la divinità protettrice dei viaggiatori e dei messaggeri era anche il patrono dei ladri, dei musicanti, dei pastori, delle mandrie, del commercio, dei confini, dello sport e degli atleti, dei viaggi e degli spostamenti. Inoltre aveva anche il ruolo di psicopompo, e cioè quello di accompagnare le anime dei morti ai cancelli dell'Ade.

Appare in molti capitoli della saga di God of War, anche se ricopre il ruolo di nemico soltanto nel terzo capitolo.

Serie di God of WarModifica

Nascita e la Grande GuerraModifica

Nato dall'unione tra Zeus e una delle pleiadi (le sette figlie del titano Atlante): Maia, Ermes dimostra sin dalla tenera età di essere una divinità molto precoce. Pochi giorni dopo la sua nascita, infatti, riuscì a rubare alcune vacche dalla mandria alla quale stava facendo la guardia suo fratello Apollo, e con gli intestini degli animali e il guscio di una tartaruga creò la prima lira. Quando il Dio dell'Illuminazione scoprì il furto, rimase però ammaliato dal bellissimo suono dello strumento. Decise quindi di proporre al giovane Ermes uno scambio: la lira, in cambio dell'incolumità. Scambio che il futuro messaggero degli Dei accettò di buon grado.

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Ermes combatte (insieme ad Elio) contro Epimeteo, durante la Grande Guerra.

Anni dopo, Ermes (armato dei suoi peculiari sandali alati, che aumentavano la sua agilità e velocità, già di per loro superumane) prese parte alla prima Grande Guerra, combattendo prima contro il titano Iperione (padre degli Dei Elio e Eos) e poi contro Epimeteo (con l'appoggio del Dio del Sole), prima che Zeus confinasse i Titani negli abissi del Tartaro (ponendo fine alla guerra), grazie alla Spada dell'Olimpo.

La Scommessa tra gli DeiModifica

Mi spiace per loro, Artemide. Nessuno di loro ha speranze. Il mio campione combatte per qualcosa di molto più grande. La gloria di Ermes!

–Ermes

Molto tempo prima degli avvenimenti di God of War: Ascension, Ermes partecipò (insieme a Poseidone, Ares, Artemide, Ade e Elio) all'ennesima scommessa tra Dei: una sfida in cui i campioni mortali di ogni divinità dovevano conquistare (e recuperare) per primi la prodigiosa Ambrosia di Asclepio. Il primo dei campioni che fosse riuscito a conquistare la preziosa sostanza, avrebbe eletto vincitrice la propria divinità protettrice che come premio avrebbe visto venir eretto un nuovo tempio, in proprio onore (anche se il desiderio del Messaggero degli Dei era quello di veder venire erette delle sue state, in tutta la Grecia). Il mortale scelto da Ermes fu Danao, un giovane che fu spinto nella ricerca del prodigioso frutto del Dio della Medicina, dopo che il Dio della velocità cominciò a far morire di pestilenza tutti gli animali del suo villaggio. Per aumentare le probabilità di vittoria di quest'ultimo, il Dio del velocità donò al suo servitore una scheggia del suo potere, consentendo così a Danao la facoltà di comandare tutte le creature selvatiche. Molto fiducioso della sua scelta e delle sue possibilità di vittoria, Ermes però si dimostrò non curante verso le vere motivazioni del suo campione, che combatteva per la salvezza della propria gente e dei loro animali, e non per la gloria del Messaggero degli Dei (come invece Ermes stesso pensava).
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Ermes si vanta di fronte alle altre divinità delle motivazioni che spingono il suo campione, Danaus, nella ricerca della preziosa Ambrosia.

Seguendo l'esempio delle altre Divinità che partecipavano alla scommessa, Ermes non rivelò fin da subito l'identità del mortale da lui prescelto; onde evitare eventuali macchinazioni e inganni da parte degli altri dei in gara. Spalleggiando inizialmente il Dio dei Mari, il Messaggero degli Dei inviò delle orde di minotauri e satiri contro i campioni di Ade e Ares: rispettivamente, il Principe barbaro Alrik e lo spartano Kratos. Sfortunatamente (per Ermes e Poseidone) sia Kratos che Alrik sopravvissero alle orde di letali creature, per poi rivolgere la propria furia contro gli stessi campioni delle due divinità; infatti Alrik uccise Danao, decapitandolo, mentre Kratos trucidò il campione del Dio dei Mari: Erodio di Thera.

Durante gli eventi di God of War Modifica

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Ermes assiste impotente alla scomparsa di Elio dalla volta celeste, cadendo vittima così del Dio dei Sogni.

Ermes fu una delle molte divinità olimpiche che caddero preda della morsa di Morfeo, quando il Dio del Sole Elio, venne strappato dai cieli ad opera del titano Atlante e della regina degli Inferi Persefone.

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Ermes, insieme agli altri Dei, si riunisce per decidere su come eliminare definitivamente il Fantasma di Sparta

Anche se non ricoprì un ruolo fondamentale durante gli avvenimenti del primo God of War, Ermes fu una presenza importante; difatti fu proprio lui a condurre alla salvezza molti degli abitanti di Atene. E inoltre fu sempre Ermes ad informare Atena del tentativo di suicidio da parte di Kratos, dopo la vittoria di quest'ultimo su Ares. Quando il Fantasma di Sparta aprì il Vaso di Pandora, per acquisirne il potere e usarlo per uccidere il Dio della Guerra; Ermes venne infettato da uno dei tanti mali che infestavano il contenitore creato da Efesto: l'Orgoglio.

Dopo l'assassinio di Atena, il Messaggero degli Dei fu una delle divinità che si riunirono con Zeus per decidere come liberarsi di Kratos una volta per tutte.

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Ermes osserva la scalata del Monte Olimpo da parte dei titani.

La Seconda Grande Guerra e MorteModifica

Kratos, lo stolto, che uccide i suoi cari. Kratos, lo stolto, tra mortali e Dei.

Per sempre sciagurato, per sempre condannato.

La vendetta lo consuma rapida ed impetuosa; lo Spartano si avvicina ad una fine indecorosa.

–Ermes

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Il Messaggero degli Dei si getta dall'osservatorio del Monte Olimpo, correndo incontro ai titani

Dopo aver sconfitto le Parche, Kratos riuscì a viaggiare nel tempo, portando i Titani nel presente, dando così l'assalto all'Olimpo. Ermes fu uno degli Dei (insieme a Zeus, Poseidone, Ade ed Elio) che prese parte alla nuova Titanomachia portata dal Fantasma di Sparta. Ermes fu tra le prime divinità a scendere in battaglia (assieme ad Elio ed Ade), gettandosi dall'osservatorio dell'Olimpo e correndo sulla parete della montagna, verso il basso, nel tentativo di intercettare e fermare l'avanzata dei titani.

Successivamente il Dio della Velocità s'imbattè in Kratos nel Labirinto di Dedalo, dove cominciò a punzecchiarlo e a deriderlo per la sua insensata sete di sangue e di vendetta nei confronti della sua stessa famiglia; per poi correre lungo la Grande Catena dell'Equilibrio, lasciandosi lo spartano alle spalle.

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Ermes nella Sala della Fiamma, mentre osserva Kratos imparare i segreti del cuore dell'Olimpo.

Hai avuto fortuna in battaglia, Spartano. Ma oggi dille addio!

–Ermes

Risalendo lungo la Catena, Kratos raggiunse la Sala della Fiamma dell'Olimpo; un potere antico che Zeus ha messo come protezione all'ormai vuoto Vaso di Pandora. Dopo che essere stato raggiunto ed aver parlato con Atena, il Fantasma di Sparta nota la presenza del Messaggero degli Dei, appollaiato sulla ringhiera del piano superiore della sala. Dopo averlo nuovamente deriso (scatenando così l'ira dello Spartano), il Dio della Velocità cominciò a correre lungo i vari cornicioni dei palazzi dell'Olimpo, sino a raggiungere la Cittadella Olimpica (dove risiedevano i vari servi mortali degli Dei).

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Il Dio della Velocità e Kratos si rincorrono lungo i cornicioni e per le strade della Cittadella Olimpica.

Continuando a concorrere per le strade della cittadella, schivando nel frattempo delle sfere infuocate (probabilmente dovute al conflitto tra Dei e titani); il duo arrivò nelle vicinanze di una delle catapulte poste come difesa alla cittadella dei servi dell'Olimpo.


Catturare le mosche che ronzano intorno al culo di Zeus, non vale il mio tempo, Ermes.

–Kratos

Il vestibolo

Il grande vestibolo, dopo il crollo della statua di Atena. Al centro della sala si può notare la macchia di sangue lasciata da Ermes, dopo essere stato schiacciato dal capo di pietra.

Ermes corse lungo una corda, raggiungendo una statua di Atena (ancora in costruzione) portandosi, così, lontano dal raggio d'azione del Fantasma di Sparta. Non dandosi per vinto, Kratos decise di azionare la catapulta lanciandosi così contro l'effigie sopra la quale di trovava il Dio della Velocità. L'impatto tra il grave dell'arma da guerra e la statua della Dea della Saggezza fu devastante, tanto che l'effigie della Dea cominciò a cadere a pezzi. Durante il crollo, Kratos tentò di raggiungere Ermes, che si trovava sulla testa della statua.
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Il Dio della Velocità affronta il Fantasma di Sparta

La testa dell'effigie di Atena crollò all'interno del grande vestibolo, e nella sua caduta, si girò schiacciando il Messaggero degli Dei sotto il suo peso, ferendolo in modo considerevole (cosa che si può dedurre dalla grossa macchia di sangue che si trova nel solco lasciato dalla testa della statua). Il Dio della Velocità tentò di fuggire, ma le ferite subite lo avevano assai indebolito, impedendogli così la fuga.

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Kratos amputa una delle gambe di Ermes

Oramai privo di alternative, Ermes decise di affrontare direttamente lo spartano, correndo a velocità elevata e sferrando vari attacchi. Le lesioni però erano evidenti, e dopo essersi fermato più volte a riprendere fiato, Ermes crollò del tutto accasciandosi vicino ad une delle strutture presenti dentro la grande stanza.

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Il Fantasma di Sparta taglia l'ultima gamba del Messaggero degli Dei, causando così la morte di quest'ultimo.

Mentre il Messaggero degli Dei lo derideva per l'ultima volta, Kratos puntò ai suoi sandali alati, e alla fine dello sproloquio della divinità il Fantasma di Sparta amputò una gamba al Dio della Velocità. Ferito gravemente, Ermes cercò di allontanarsi il più possibile dallo spartano; sperando forse di mettersi in salvo, implorandolo anche di andarsene e di lasciarlo in pace. Ma una volta raggiunto, Kratos completò il lavoro: afferrato e tenuto sollevato per l'unica gamba rimastogli, il Fantasma di Sparta non esitò ad amputare al Dio anche l'ultima gamba rimastagli, uccidendolo.

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Il cadavere ormai putrefatto di Ermes si dissolve in un nugolo di insetti che cominciano a spargere malattie e piaghe su tutta la Terra.

Dopo la morte, il cadavere di Ermes cominciò a marcire velocemente, per poi dissolversi in cenere ed a rilasciare un immenso nugolo di insetti simili a mosche e cavallette, su tutta la Terra e l'Olimpo. Gli insetti, infettati (quindi portatori di malattie), cominciarono ad attaccare ed infettare gli esseri umani e le creature rimaste in vita sul Monte degli Dei causandone la morte (causando, forse, la completa estinzione della razza umana). Alla fine, di Ermes non rimase nient'altro che una sagoma impressa sul pavimento del vestibolo.

Poteri e AbilitàModifica

Ho dalla mia la rapidità dell'Olimpo, mortale.

–Ermes

Come gli altri Dei dell'Olimpo, Ermes era immortale e possedeva una forza fisica sovraumana. Era, inoltre, detentore di qualità fisiche e poteri del tutto peculiari e personali:
  • Agilità sovraumana.
  • Riflessi sovraumani.
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    Concept art di Ermes, per God of War III, dove si può notare come la sua testa e i suoi sandali (in particolare, le ali) siano immerse nelle fiamme.

  • Parziale pirocinesi e/o fotocinesi, quindi la capacità di controllare gli elementi del fuoco e della luce; come si può vedere dalla sua testa luminosa avvolta da una leggera luce / fiamma, o dalla scia di fuoco che i suoi sandali si lasciano alle spalle (probabilmente dovuto al fatto che i calzari sono imbevuti del potere stesso del Messaggero degli Dei).
  • Biocinesi, quindi la capacità di creare e controllare malattie e pestilenze.
  • Esperto combattente, anche se basa gran parte dei suoi attacchi sulla forza garantitagli dalla sua velocità.
  • Velocità sovraumana, capacità aumentata ancor di più dai suoi peculiari sandali.
  • Capacità di annullare parzialmente la forza di gravità, come si può dedurre dal fatto che riesce a correre anche su superfici verticali (o anche dai momenti in cui Kratos, quando colpisce i nemici con i sandali di Ermes, riesce a far rallentare la caduta degli avversari colpiti).
  • Ascendente sugli animali selvatici, come mostrato nei fumetti, Ermes è in grado di controllare gli animali selvatici (potere di solito unico di Artemide) e anche di poter donare questa capacità ai propri seguaci (come fa con Danao).

Curiosità Modifica

  •  Il volto di Ermes è modellato, in parte, su quello dell'attore che gli dona la voce nella versione originale del gioco: Greg Ellis.
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    Concept art del Messaggero degli Dei, in God of War II, dove si può notare come le ali ai lati delle gambe della divinità siano di pura energia / fiamma e parte integrante del corpo e della fisiologia di Ermes stesso.

  • La reliquia degli Dei di Ermes è una moneta, chiaro riferimento al suo ruolo di Dio del commercio.
  • Nella mitologia classica, i suoi sandali alati, permettevano al Dio della Velocità la capacità di volare; caratteristica assente nel gioco (anche se Kratos è in grado di compiere delle schivate aeree usando proprio i calzari della divinità).
  • In alcune versioni della mitologia classica Ermes non indossa affatto dei sandali alati, e quindi le ali che gli permettono di volare e correre ad alte velocità sono parte integrante del proprio corpo, simboleggiando così il suo status di Dio.
  • Nel concept art ufficiale del personaggio, in God of War II, si può notare come le ali dei sandali di Ermes, non siano in realtà legate ai calzari, ma generate (e quindi parte integrante) dal corpo del Messaggero degli Dei.
  • Le ali di Ermes, nel secondo capitolo della saga, sembrano essere composte di pura energia / fiamma.
  • Anche se nei videogiochi di God of War non lo si vede mai brandire il suo caduceo, è possibile notare che il Messaggero degli Dei ne indossa un effigie sul petto.
  • Ermes è molto attratto (sessualmente) da sua sorella Atena definendola "la sua sorella preferita", anche se è coinvolto in una relazione carnale piuttosto duratura con Afrodite.
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    Ecco come sarebbero apparsi i capelli di Ermes, in God of War III, se gli sviluppatori avessero seguito il modello del concept art creato da Andy Park

  • Nelle fasi iniziali di God of War III, Ermes doveva mostrare dei normali capelli bruni, avvolti / immersi da delle fiamme. Dato che però il risultato finale risultava "sporco" agli occhi degli sviluppatori e dei creatori, alla fine al Dio della Velocità vennero tolte le fiamme e data una capigliatura avvolta da pura luce.
  • Interessante notare il fatto che Kratos definisca Ermes come 'una mosca che ronza intorno al culo di Zeus', e che, dopo la sua morte, il cadavere del Messaggero degli Dei si dissolva proprio in un nugolo di quegli insetti.

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